Statuto

S T A T U T O

MODIFICATO

dalla Assemblea della Camera Penale del 23 settembre 2011

che ha soppresso la Sezione di Rimini

e da quelle del 19 dicembre 2014 e del 20 febbraio 2015

COSTITUZIONE

Articolo 1. DENOMINAZIONE.

E’ costituita una associazione denominata “CAMERA PENALE DELLA ROMAGNA”, della quale

possono far parte gli avvocati e praticanti avvocati abilitati al patrocinio, che esercitano il proprio

ministero in materia penale nei Circondari dei Tribunali di Forlì e Ravenna. L’associazione è

apolitica e non ha scopo di lucro. Essa è costituita dalle sezioni di Forlì-Cesena (coincidente con il

circondario del Tribunale di Forlì) e di Ravenna (coincidente con il circondario del Tribunale di

Ravenna).

Articolo 2. SCOPO.

La Camera Penale della Romagna ha lo scopo di contribuire a mantenere alto e difendere il

prestigio della classe forense, di operare per una migliore e più moderna ed efficiente giustizia

penale, di rafforzare i vincoli di solidarietà fra gli avvocati penalisti e di promuovere iniziative

culturali, quali conferenze, dibattiti, studi, ricerche e pubblicazioni di monografie e riviste.

Articolo 3. SEDE.

L’associazione ha sede presso lo studio del presidente nominato dalla assemblea ordinaria, in ogni

caso presso capoluogo di circondario. Sede che a cura del Consiglio direttivo sarà prontamente

comunicata a chi di dovere.

Articolo 4. DURATA.

L’associazione è costituita a tempo illimitato.

SOCI

Articolo 5. CATEGORIE DEI SOCI.

I soci si distinguono in: ordinari, sostenitori e benemeriti (questi ultimi senza diritto a voto in

assemblea).

Articolo 6. AMMISSIONE DEI SOCI.

Possono divenire soci, a loro domanda, gli avvocati ed i praticanti avvocati, esercenti il patrocinio

penale e regolarmente iscritti negli albi professionali tenuti dai Consigli degli Ordini presso i

Tribunali di Forlì e Ravenna. Sulla domanda decide il comitato esecutivo. In caso di rigetto della

domanda l’interessato può ricorrere al giudizio del consiglio che decide alla sua prima riunione.

L’iscrizione alla Camera Penale si intende tacitamente confermata anno per anno, salvo rinuncia da

comunicare con lettera raccomandata entro il 30 settembre dell’anno in corso ed è incompatibile

con quella ad altre associazioni similari.

Articolo 7. ESCLUSIONE DEI SOCI.

Il Consiglio, su proposta del comitato esecutivo, delibera la cancellazione: a) del socio che abbia

perduto anche temporaneamente il requisito che ne legittima l’ammissione; b) del socio moroso a

trenta giorni dal secondo invito; c) del socio che si sia posto in contrasto con gli scopi statutari;

contro la delibera del consiglio, immediatamente esecutiva, il socio può ricorrere al giudizio

dell’assemblea la cui decisione sarà irrevocabile.

Articolo 8. QUOTA ASSOCIATIVA.

La quota sociale annua verrà stabilita dal Consiglio direttivo. Oltre che dalle quote sociali, il

patrimonio della associazione sarà costituito da elargizioni e contributi di enti e privati.

ASSEMBLEA

Articolo 9. ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE.

Organi dell’Associazione sono: a) l’Assemblea dei Soci; b) il Consiglio Direttivo; c) il Presidente e

i Vice Presidenti del Consiglio Direttivo; d) il Segretario; e) il Tesoriere.

Articolo 10. ASSEMBLEA ORDINARIA.

L’Assemblea ordinaria dei Soci deve essere convocata almeno una volta all’anno, ad essa

partecipano con diritto di intervento e voto gli iscritti in regola con il pagamento delle quote

annuali.

Essa viene convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo, corredata degli argomenti all’ordine

del giorno.

Essa: a) delibera sulla relazione anche programmatica del Presidente e sugli argomenti all’ “ordine

del giorno”, b) approva i bilanci preventivi e consuntivi; c) elegge ogni triennio i membri del

Consiglio Direttivo; d) delibera su questioni preventivamente proposte da almeno 1/10 iscritti

legittimati a partecipare all’assemblea.

Articolo 11. ASSEMBLEA STRAORDINARIA.

L’Assemblea Straordinaria viene convocata con relativo o.d.g. dal Presidente del Consiglio

Direttivo ogni qualvolta: a) la convocazione sia ritenuta necessaria dal Consiglio Direttivo, il quale

deve corredare la richiesta degli argomenti all’ordine del giorno; b) la convocazione sia richiesta da

almeno tre componenti del Consiglio Direttivo, i quali, in tal caso, devono corredare detta richiesta

degli argomenti all’ordine del giorno; c) la convocazione sia richiesta con domanda motivata

sottoscritta personalmente da almeno il 1/5 dei soci.

Articolo 12. CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA.

La convocazione dell’Assemblea, con relativo “ordine del giorno”, deve avvenire quindici giorni

prima della data fissata, ad eccezione di quella che indice le elezioni del Consiglio Direttivo che

deve avviene trenta giorni prima della data fissata.

Tutte le convocazioni possono essere effettuate tramite PEC inviata agli indirizzi indicati dai soci al

momento dell’iscrizione o successivamente ovvero risultante dall’Albo degli Avvocati, tramite fax o

con comunicazione consegnata a mano. L’avviso di convocazione verrà comunque affisso anche

presso la Sala Avvocati presso i Tribunali di Forlì e di Ravenna. L’Assemblea è valida purché sia

presente la maggioranza assoluta dei Soci legittimati a norma dell’art. 10 in prima convocazione,

mentre in seconda convocazione sarà sufficiente la presenza di 1/6 dei Soci legittimati a norma

dell’art. 10.

Tra prima e seconda convocazione deve decorrere almeno 1 ora.

Articolo 13 PARTECIPAZIONE ALL’ASSEMBLEA

Partecipano all’Assemblea con diritto di voto, tutti gli avvocati e praticanti Soci in regola con il

versamento delle quote sociali.

Le deliberazioni vengono prese a maggioranza semplice.

Ogni socio ha diritto ad un voto e potrà rappresentare per delega non più di due soci.

Le deleghe dovranno essere rilasciate per iscritto e depositate all’inizio dell’Assemblea o,

comunque, prima del voto.

Il Presidente del Consiglio Direttivo assumerà le funzioni di Presidente dell’Assemblea e

provvederà, prima di dar corso ai lavori, ad invitare i soci presenti a depositare le deleghe

eventualmente in loro possesso.

Prima dell’espressione del voto, la regolarità delle deleghe verrà verificata dal Presidente

dell’Assemblea, dal Segretario nominato dal Presidente dell’Assemblea e dagli altri componenti del

Consiglio Direttivo.

Le deleghe non potranno essere rilasciate agli iscritti candidati al consiglio direttivo.

Per le votazioni relative a persone ed alla elezione delle cariche sociali sarà adottato lo scrutinio

segreto, assicurando modalità di voto che rispettino rigorosamente la riservatezza dell’espressione

dello stesso.

Articolo 14 DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA

L’Assemblea ordinaria è l’unico Organo competente a modificare lo Statuto dell’Associazione, a

trasformarne lo stato giuridico ed a scioglierla, con deliberazione a maggioranza dei due terzi dei

Soci presenti anche a mezzo di delega.

In caso di scioglimento l’Assemblea deciderà sulla destinazione del relativo patrimonio secondo le

norme previste dal codice civile.

Le delibere dell’Assemblea debbono essere rese conoscibili mediante invio di e-mail a tutti gli

iscritti.

AMMINISTRAZIONE

Articolo 15. IL CONSIGLIO DIRETTIVO: COMPOSIZIONE E DURATA.

Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea ed è composto da un minimo di sette ad un massimo

di nove membri.

Alle elezioni del Consiglio Direttivo possono partecipare come elettori solo coloro che si siano

iscritti per la prima volta almeno tre mesi prima della data delle elezioni ed i soci che abbiano

effettuato il versamento della quota associativa relativa all’esercizio nel quale si svolgono le

elezioni.

Risulteranno eletti alla carica di componenti il Consiglio Direttivo i Soci che avranno riportato il

maggior numero di voti validi.

In caso di egual numero di voti per l’ultimo o gli ultimi in graduatoria risulterà eletto il Socio con

maggior anzianità di iscrizione all’Albo degli Avvocati.

La carica di membro del Consiglio Direttivo della Camera Penale è incompatibile con qualsiasi altra

carica elettiva ricoperta nei Consigli degli Ordini Forensi in altri Organi rappresentativi della

categoria forense, eccezion fatta per le cariche nell´Unione delle Camere Penali. Nel caso in cui un

membro del Consiglio Direttivo risultasse eletto ad altra carica nel corso del mandato dovrà

scegliere, entro un mese dall’elezione, quale carica ricoprire.

I Consiglieri eletti sono investiti del mandato con la partecipazione al primo Consiglio Direttivo da

convocarsi entro venti giorni dall’elezione, restano in carica tre anni a partire dalla data di

investitura e non sono eleggibili per più di due volte consecutive.

In caso di mancata investitura risulteranno eletti di diritto i primi dei non eletti. Comporta

automatica decadenza dalla carica di Consigliere la mancata partecipazione personale ad almeno 3

riunioni consecutive del Consiglio Direttivo o ad almeno la metà delle riunioni fissate in un anno

solare.

Articolo 16. ELEZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO. LA COMMISSIONE

ELETTORALE.

L’Assemblea, per le votazioni relative all’elezione delle cariche sociali, nomina una commissione

elettorale composta di tre membri, scelti tra gli iscritti.

Il componente più anziano per iscrizione all’Albo assume la qualità di Presidente della

Commissione elettorale.

Non possono far parte della Commissione elettorale i membri del Consiglio direttivo uscente e i

candidati alle elezioni.

Qualora, dopo la nomina, un membro della Commissione elettorale intenda candidarsi, deve

dimettersi.

Compiti della Commissione sono: 1) controllare regolarità dell’esercizio di voto; 2) pronunciarsi

sulla regolarità dei voti espressi; 3) dare atto del risultato elettorale, proclamando gli eletti.

Articolo 17. ELEZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO.

L’Assemblea che indice le elezioni del Consiglio Direttivo deve essere convocata non oltre 30

giorni prima della scadenza del triennio di cui all’art. 15 e le elezioni dovranno tenersi non oltre 10

giorni prima di detta scadenza.

I componenti del Consiglio Direttivo sono eletti dall’Assemblea dei soci con voto segreto.

Ogni elettore potrà votare da un minimo di sette ad un massimo di nove candidati.

Nel caso in cui l’elettore decida di esprimere otto preferenze metà dei candidati indicati dovranno

appartenere al Foro di Forlì-Cesena e metà al Foro di Ravenna; in caso di numero dispari di

preferenze espresse la metà dei candidati indicati dovrà provenire da uno dei due Fori e la restante

metà + uno dall’altro Foro.

Un numero maggiore o minore di preferenze indicate o che non garantisce l’equilibrio tra i due Fori

come da comma precedente comporterà la nullità del voto.

Dopo la promulgazione dei risultati e fintanto che i neo eletti non abbiano assunto la carica o,

comunque, in caso che le elezioni si tengano a triennio già scaduto, il Consiglio Direttivo uscente è

prorogato di diritto per lo svolgimento degli affari correnti.

Tutti gli iscritti alla Camera Penale della Romagna da almeno sei mesi, in regola con il pagamento

delle quote sociali, potranno essere eletti al Consiglio Direttivo.

Le candidature dovranno pervenire cinque giorni prima della data fissata per le operazioni di voto

tramite PEC all’indirizzo della Camera Penale della Romagna che è fissato presso lo studio del

Presidente pro-tempore.

Articolo 18. RIUNIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO E SUA PRESIDENZA.

Il Consiglio Direttivo elegge tra i suoi componenti il Presidente e due Vice-Presidenti appartenenti

ciascuno ad un diverso Circondario, il Segretario ed il Tesoriere.

Il Presidente ed i Vice Presidenti costituiscono il Comitato Esecutivo.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qualvolta egli lo ritenga opportuno, almeno

sei volte all’anno, in riunioni ordinarie e, su richiesta di almeno tre componenti del Consiglio

Direttivo, in riunioni straordinarie.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono regolarmente costituite con la presenza personale di

almeno la metà più uno dei suoi membri.

Esso delibera a maggioranza dei voti dei presenti.

In caso di parità di voti, prevale quello del Presidente o, in sua assenza, quello del Vice-Presidente

più anziano per iscrizione all’Albo degli Avvocati.

Le delibere del Consiglio Direttivo, conservate presso la sede della Camera Penale, devono essere

rese conoscibili mediante pubblicazione sul sito web della Camera Penale, salvi i necessari omissis

allorchè gli argomenti oggetto della delibera coinvolgano persone.

Articolo 19. LEGALE RAPPRESENTANZA.

La legale rappresentanza dell’associazione di fronte ai terzi ed in giudizio spetta al Presidente del

Consiglio direttivo e, in sua assenza o impedimento, ad uno dei vice presidenti.

Articolo 20. COMMISSIONI E ORGANI LOCALI.

Il Consiglio provvede alla nomina di commissioni e organi locali circondariali stabilendone il

numero ed i compiti.

Articolo 21. REGOLAMENTO INTERNO.

Il Consiglio direttivo potrà compilare norme e regolamenti interni in attuazione del presente statuto.

NORME FINALI

Articolo 22. ASSOCIAZIONI AFFINI.

La Camera Penale della Romagna può, su parere del consiglio direttivo, aderire ad associazioni

affini di carattere nazionale ed internazionale.

Articolo 23. RINVIO ALLE NORME DI LEGGE.

Per tutto quando non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle norme di legge ed allo

statuto dell’Unione delle Camere Penali Italiane.

Statuto modificato dalla assemblea della Camera Penale del 23 settembre 2011.

Successivamente modificato dalla assemblea della Camera Penale del 19 dicembre 2014 ratificata

il 20 febbraio 2015.

Successivamente modificato dalla assemblea della Camera Penale del 20 febbraio 2015.